Il bambino si tira l'orecchio: è davvero solo un dentino che spunta?
Il bambino si tira l'orecchio: dentizione, otite o semplice abitudine? Ecco come distinguere le tre cause e capire quando serve davvero il pediatra.

È sera, il bambino è in braccio e all'improvviso porta la manina all'orecchio, inclinando leggermente la testa all'indietro. Il primo pensiero di molti genitori è immediato: sta spuntando un dentino. È una reazione comprensibile, perché la dentizione viene chiamata in causa per quasi ogni piccolo fastidio nei primi due anni di vita. In realtà, questo gesto ha almeno tre origini diverse, e una di queste richiede una visita dal pediatra. Ecco come distinguerle.
Cosa pensano subito molti genitori
Vedere il bambino tirarsi l'orecchio e collegarlo subito ai dentini è un riflesso comune. La dentizione coincide spesso con l'età in cui il bambino inizia anche a scoprire ed esplorare il proprio corpo con le mani, quindi le due cose sembrano andare insieme. In realtà, questo gesto può avere tre cause ben distinte: l'otite, la dentizione e una semplice abitudine, e solo una di queste riguarda davvero i denti. Attribuire sempre il gesto ai dentini rischia di far passare inosservato un vero segnale di otite.
Le tre ragioni reali dietro questo gesto
L'otite compare spesso dopo un raffreddore: quando il naso resta chiuso o cola per diversi giorni, l'infiammazione arriva alla tuba di Eustachio che collega naso e orecchio, e dietro il timpano si accumula liquido che crea pressione. Secondo quanto descritto su Area Pediatrica, la rivista della Società Italiana di Pediatria, nel lattante che non riesce a comunicare il dolore a parole, il disagio si manifesta portando la mano all'orecchio e inclinando la testa all'indietro, spesso insieme a febbre, pianto e irrequietezza. Se compare liquido purulento dal condotto uditivo, a volte con tracce di sangue, questo può indicare una perforazione del timpano ed è un segnale da non ignorare.
La dentizione funziona in modo diverso: i nervi della mascella e delle gengive passano vicino all'orecchio, quindi il dolore di un molare che sta spuntando può essere percepito dal bambino come se venisse proprio dall'orecchio, anche se l'orecchio in sé non ha nulla che non va. In questo caso si accompagna spesso a molta salivazione, alla tendenza a mordicchiare mani o oggetti, e a un'irritabilità generale senza febbre alta.

La terza spiegazione è la più semplice: intorno ai sei mesi il bambino scopre che il proprio corpo è qualcosa che può afferrare, e le orecchie, sempre a portata di mano, diventano un bersaglio comodo — spesso nei momenti di calma, durante la poppata o prima del sonnellino. In questo caso il bambino sta bene sotto ogni altro aspetto: mangia normalmente, dorme più o meno come al solito, e allo stesso modo afferra anche i capelli o l'ombelico.
Quando è più probabile un'otite
- Febbre presente
- Pianto o irrequietezza che non si calma con le solite coccole
- Il bambino piange o si irrigidisce se si tocca l'orecchio
- Fuoriuscita di liquido dall'orecchio
- Il bambino sembra rispondere meno ai suoni
- Raffreddore nei giorni precedenti
Nessuno di questi segnali, da solo, dà la certezza: è la combinazione a contare, e solo il pediatra può confermare un'otite osservando il timpano. Secondo Area Pediatrica, è indicato contattare il pediatra sempre sotto i 6 mesi, tra i 6 e i 24 mesi se non c'è miglioramento dopo 24 ore, e oltre i 2 anni se il fastidio non migliora dopo 2-3 giorni.
Domande frequenti
Dentizione e otite possono capitare insieme? Sì — la dentizione è talmente frequente nei primi due anni che può benissimo coincidere per puro caso con un'otite, motivo per cui affidarsi solo alla spiegazione dei dentini può essere rischioso.
È normale che il bambino si tiri entrambe le orecchie? Tirarsi entrambe le orecchie senza febbre né fastidio evidente orienta più verso la dentizione o l'abitudine, perché l'otite in genere — anche se non sempre — interessa un orecchio alla volta.
Alla fine, il punto più importante da ricordare è uno solo: se al gesto di tirarsi l'orecchio si aggiungono febbre, pianto insistente o liquido che esce dall'orecchio, non serve indovinare la causa da soli — consultate il pediatra per far controllare l'orecchio.
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